Alla ricerca della scuola ideale a Barcellona

Alla ricerca della scuola ideale a Barcellona

Ricominciamo daccapo

Una volta tornati a Barcellona dal nostro viaggio trasferta a San Francisco speravo di riprendere una certa routine. Invece ho dovuto intraprendere un'altra volta la ricerca della scuola a Barcellona e ricominciare tutto daccapo.

Nei prossimi post vi darò delle informazioni sul modello educativo e la struttura scolastica in Spagna. Prima però vi voglio raccontare come siamo arrivati alla nostra scelta.

Se state cercando di orientarvi per scegliere la scuola ideale a Barcellona, queste considerazioni vi possono aiutare.

A ottobre mio figlio aveva iniziato il secondo anno in una scuola pubblica (colegio in spagnolo) qua a Barcellona, nella classe P5, che equivale all'ultimo anno di educación infantil (la materna). Le cose però non sono andate per il verso giusto, così il cambio di scuola che mi ero proposta di fare per la primaria ha dovuto essere anticipato.

Cosa mi ha fatto decidere di cambiare scuola?

1. Il bambino non ne voleva proprio sapere

Beh, diciamo che era diventato un vero e proprio incubo per lui frequentare e per noi genitori riuscire a portarlo a scuola. 

Tutte le sere chiedeva se il giorno dopo sarebbe stato "giorno di scuola" e alla mia risposta affermativa rispondeva con un grido seguito da un piagnucolio e intercalato da un "Nooooo! Non voglio andare a scuola!". 

Alla mattina era diventato arduo arrivare in tempo a causa della giornaliera crisi mattutina prima di uscire di casa. Una volta a scuola poi, il bambino non voleva separarsi, anche se non si disperava. Diciamo che era rassegnato, tant'è che le volte in cui potevo accompagnarlo in classe, lo lasciavo a malincuore seduto al suo posto, solo soletto, con una faccetta annoiata con tanto di sbuffo.

2. I genitori in una scuola tradizionale non sono benvenuti in classe

 I bambini all'ora esatta di apertura del cancello vanno accompagnati dentro l'edificio e lasciati in corridoio, al pian terreno, dove li aspetta la maestra o assistente per portarli tutti in fila fino al terzo piano dove vi sono le classi della sezione della scuola dell'infanzia. Lo scambio di comunicazione tra maestra e genitori è sempre stato pertanto scarso e difficile.

3. La noia scritta sul volto di mio figlio

La noia è stata il segnale che mi ha detto che qualcosa non andava. Lui stesso una notte prima di addormentarsi mi parlò della scuola:

"Mamma a scuola mi annoio. Facciamo sempre file, file, file, e feina, feina, feina (lavoro in catalano) uff...".

4. A scuola si va per imparare

In generale, in Spagna è purtroppo radicato il pensiero che i bambini vadano alla scuola materna per imparare nozioni. A quattro anni si introducono lettere e numeri, a cinque il livello di pressione affinché imparino già a leggere e scrivere è altissimo.

5. Regole su regole scandiscono la giornata 

Mio figlio una sera mi ha raccontato un giorno a scuola: "Mamma la maestra dice - silenci,  heu d'ascoltar (silenzio, dovete ascoltare)", e "castigado!" (in castigo). E io - Tu sei stato castigato? "No, io no, però Juan sì perché tira i giochi."  - E qual è il castigo? - "Deve uscire dalla classe."

6. Obbligo di mangiare

"Mamma non voglio stare al menjador (mensa in catalano)!"

Mio figlio non voleva più andare a scuola, dimostrava una vera apprensione verso la mensa perché lo obbligavano a mangiare. Ah, per chi non lo sapesse, già alla materna i bambini mangiano in mensa con i monitores (assistenti), non con le maestre, le quali hanno una pausa di due ore.

Alla nostra richiesta di non obbligarlo, siamo stati convocati dalla coordinatrice della mensa perchè il bambino si dimostrava demotivato e perché non si integrava.

Ho quindi scoperto che per lei, il fatto che un bambino non voglia mettersi il grembiule, che sputi il cibo di nascosto dopo essere stato imboccato e obbligato a mangiare il primo piatto per passare al secondo e poter uscire in cortile significhi che sia demotivato.

Beh, ci credo! Dal mio punto di vista non bisogna mai e poi mai obbligare i bambini a mangiare, il risultato ottenuto è infatti solitamente proprio l'opposto di quello desiderato.

7. La scuola è come il lavoro

Chiedendo alla maestra se in classe mio figlio fosse demotivato, scoprì che sì, in effetti, era così e che secondo lei si trattava semplicemente della sua personalità.

"Il bambino non si adegua alle regole e alla dinamica della classe, non vuole partecipare ad alcune attività, a volte non finisce i lavori iniziati, non vuole andare all'aula di musica né partecipare all'attività d'inglese." pur essendo bilingue italiano-inglese - chissà, non è che si annoia?

Insomma, secondo lei era normale che un bambino di cinque anni non volesse andare a scuola. Addirittura fece il paragone con il rapporto con il lavoro per noi adulti: "Andare a scuola è come per noi andare a lavorare, non se ne ha voglia!".

Tiriamo le somme

A questo punto, tutto quello che mi hanno detto ha confermato i miei sospetti sul modello educativo. In base alla mia esperienza ed opinione, il modello educativo spagnolo e catalano tradizionale è:

  • antiquato 
  • basato sullo scarso rispetto verso la psicologia infantile o l'individualità di ogni bambino
  • dà priorità alle nozioni più che alla socializzazione e al gioco

Da dove partire per la ricerca della scuola?

Quando cercate una scuola, non limitatevi alla scelta linguistica (scuola italiana/inglese, francese ecc. o scuola catalana). Cercate di capire quale modello educativo adottano e quale vi sembra più vicino al vostro modo di educare .

Potete orientarvi leggendo il progetto educativo di ogni scuola sul loro sito. Ogni scuola ha infatti un suo sito web. Trovate la lista delle scuole pubbliche e concertadas (paritarie) sul sito del Consorci d'Educaciò. Alcune sono anche progressiste, altre tradizionali.

La nostra ricerca

Dopo aver ricevuto un informe (rapporto sui risultati scolastici, con tanto di obiettivi curriculari e valutazioni) a fine anno, quando mio figlio aveva appena quattro anni, mi sono messa seriamente a cercare alternative e a studiare diversi progetti educativi.

Chiedendo anche ad altre mamme e ricercando online ho scoperto l'educazone attiva e l'escola lliure (scuola libera in catalano) e mi si è aperto un nuovo mondo. Su questo sito Ludus.org.es  trovate progetti e scuole alternative al modello istituzionale.

Da poco abbiamo iniziato a frequentare la scuola Liberi di Premià de Mar e abbiamo scoperto lo spazio adiacente Moixaina per bambini dai 3 ai 6 anni che inizieremo a frequentare la prossima settimana. Per ora è una prova anche per me, perché una pedagogia di questo tipo stravolge ogni preconcetto ereditato di educazione scolastica.

 

Volete sapere cos'è una scuola libera? Seguite il mio Blog, nel prossimo post vi racconterò la mia esperienza. 

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